lunes, 17 de junio de 2024

Il Graffiacielo Punto di incontro Giugno 2024 - Gustavo Boggia & Gabriel...



SAN GIOVANNI VALDARNO- Arte Contemporanea per festeggiare il Giugno Sangiovannese- PUNTO DI INCONTRO STATE 2024- MOSTRA DI PITTURA DI GUSTAVO BOGGIA E DISEGNI DI GABRIEL BUSQUETS. Lo Studio d'arte Il Graffiacielo di Maya Lopez Muro di Via Lucheria 80/C San Giovanni Valdarno- apre le porte il Sabato 15 e Domenica 16 Giugno 2024 per unirse a festeggiamenti del mese di Giugno. Per prima volta allo studio d'arte Il Graffiacielo si presenta la Mostra di Pittura e disegni di due artisti Argentini.Gustavo Boggia, italo argentino,pittore esistenzialista, presenta la serie d'opere "Paesaggi senza tempo".Gabriel Busquets presenta opere di disegno e tecnica mista della serie "CONTEXTURAS". Ingresso libero Sabato 15 e Domenica 16 dalle ore 17 alle 20 Inaugurazione e vernissage Sabato 15 Giugno ore 18:00

                "Paesaggi senza tempo" di Gustavo Boggia

“Contemplando i dipinti di GUSTAVO BOGGIA, l'immagine ci trasporta in ambienti immaginari, visioni in cui le figure contrastano con gli edifici che le circondano, sempre con la presenza ineffabile di un orizzonte lontano come simbolo esistenziale oltre la vita.
L'immagine è illuminata da un'equilibrata armonia cromatica che gratifica i nostri sensi. Una tensione inquietante galleggia nella quiete solitaria del paesaggio, riflettendo solo una parte della sua anima, controbilanciata da un sorriso contagioso che sorge dal profondo del suo sguardo e dalla sua sconvolgente visione della realtà. Come nei viaggi giovanili, l'orizzonte si confonde con il mare, nostalgia lontana che magicamente riappare nelle sue opere.” Dalmiro Sirabo

                                             















"CONTEXTURAS" di Gabriel Busquets

“Il mio lavoro urla da qualsiasi forma o immagine, non importa se sia un naso, un fiore o una macchia, tutti gli angoli o particolari sono validi.
Nel mio lavoro cerco di fermarmi nella particella, nel frammento o piccoli particolari rinunciando a un'idea di opera globale e organica, ricercando piuttosto il contrario: la disintegrazione del campo visivo.
Creo dal frammento e dalla somma di tutti loro.
Parto dalle “texture”, ma non per riempire gli spazi vuoti bensì generalmente non sono vuoti ma pieni di trame e motivi, ogni striscia, ogni macchia, ogni trama viaggia attraverso l'opera con un significato.
Per realizzare questi processi utilizzo tutti i trattamenti e tutte le tecniche possibili, convivendo e dialogando – o litigando – tra loro.
Potresti pensare che tutto ciò che faccio sia pura espressione. Può un artista fare affidamento sulla pura espressione? Il mio lavoro si basa sulla visione e osservazione, pazienza, intelligenza e tanta passione e sentimento.
Ciò che faccio costituisce una sorta di classicismo sensibile e denaturato. Il risultato è un'immagine complessa e difficile da leggere. Quando finalmente mi perdo cercando di mettere le cose in ordine, è allora che penso di aver completato l'obiettivo.”










































lunes, 29 de abril de 2024

Creativa 2024 Il valore dello scarto -Rignano Sull'Arno (FI) Performan...



Creativa 2024 Il valore dello scarto Rignano Sull'Arno (FI) Performance di Enzo Correnti
 "STOP AL GENOCIDIO" 
Una iniziativa culturale per l'autoproduzione artistica . 
Video Maya Lòpez Muro - Il Graffiacielo/Italia


lunes, 8 de abril de 2024

Maya Lopez Muro, Lorenzo Papanti, Danilo Sciorilli - Circuito Dinamico -Compendio del tempo sospeso


I tre artisti protagonisti di questa mostra del ciclo Compendio del tempo sospeso offrono una visione del tempo che presenta alcune affinità sia tematiche sia stilistiche, ma anche alcune sottili differenze interpretative. 

Iniziamo col dire che per tutti e tre il tempo sembra essere una costruzione da realizzarsi assieme a chi osserva l’opera, un concetto plurimo e non univoco. Costruzione che può essere data da una sorta di dialogo tra diversi elementi, come nelle mani che si dischiudono a svelare le opere di Maya Lopez Muro, oppure dalla sovrapposizione o giustapposizione di oggetti, immagini, particolari, a raccontare una storia a volte suddivisa in fotogrammi e a volte dissolta e accatastata, come nelle immagini di Lorenzo Papanti, che offre una visione del tempo molto vicina a quello della fisica contemporanea: probabilistica, quantistica, oscillatoria più che definita e immutabile. 

La dimensione narrativa, che va a costruire il concetto di tempo assieme allo spettatore trova la propria massima espressione nei fotogrammi del filmato di Danilo Sciorilli. In una sorta di circolarità beckettiana aspettiamo che il filmato cominci, che ci racconti la sua storia, ma siamo destinati a tornare all’inizio del countdown, senza che nulla mai accada, senza neppure la possibilità di ripetere la storia da capo, ma in un costante stato di sospensione e attesa, speranzosi e nuovamente delusi. In quei 10 cruciali minuti sentiamo il tempo che diviene costrutto fortemente umano, diventiamo misura dello stesso e di noi stessi.

Al di là delle somiglianze formali e dalle scelte stilistiche che i tre artisti compiono, a colpirci è proprio questa volontà di co-costruzione del senso che i tre artisti propongono allo spettatore: il tempo non è mai un concetto dato, assoluto, enunciato, ma deve sempre essere compreso assieme a chi osserva, che diviene misura di sé stesso e del fluire temporale. Ci ritroviamo immersi in questa dimensione, in cui gli artisti ci invitano ad entrare e diventiamo coprotagonisti delle opere, in un’operazione interpretativa dal forte sapore postmoderno.

Ancora una volta non si tratta del tempo, ma dei diversi tempi che ciascuno di noi osserva e comprende ammirando le opere in mostra, confrontandosi con gli artisti e con sé stesso.

 Aldo Torrebruno