viernes, 31 de octubre de 2025

“IO E RUGGERO MAGGI-GAC”- MUSINF Senigallia 18.10.2024


In occasione del progetto M.A.D. Mail Art Day 2024 si sono tenuti due eventi ospitati dai musei MAM Museo d’Arte Moderna e della Mail Art di Montecarotto (AN) e Musinf Museo d'arte moderna, dell'informazione e della fotografia di Senigallia, curati rispettivamente da Ruggero Maggi e Stefano Schiavoni. Mercoledì 16 ottobre 2024 si è inaugurata presso il MAM di Montecarotto M.A.D. Mail Art Day 2024 a cura di Ruggero Maggi. Il MAM Museo d’Arte Moderna e della Mail Art di Montecarotto è attivo dal 1984, ideato e fondato da Carlo Emanuele Bugatti voluto dall’Amministrazione Comunale di Montecarotto, all’interno di un progetto inedito di Museo Diffuso sul territorio dell’allora Ente Provincia di Ancona. Al MUSINF Sala Bugatti di Senigallia venerdì 18 ottobre 2024 è stata presentata a cura di Stefano Schiavoni la mostra “Io e Ruggero Maggi – GAC” con opere dei due artisti postali italiani, legati da una profonda amicizia. Questo nuovo progetto espositivo ripropone e consolida una sperimentata collaborazione mantenendo un rapporto da sviluppare operativamente nel prossimo futuro, attraverso la collaborazione tra le due istituzioni museali con l'esposizione di una selezione di lavori dei principali protagonisti internazionali della Mail Art presenti nell'archivio senigalliese del Musinf e la centralità dell'operazione M.A.D. Mail Art Day 2024. E’ stato inoltre presentato il video con una breve storia della mail art realizzato da Ruggero Maggi nel 2021 per Il Tavolo dei "postali" organizzato da Fabio Bonacina, l'Unione Stampa Filatelica Italiana, il quotidiano online Vaccari News, l'Istituto di Studi Storici Italiani “Aldo Cecchi “ed il Museo Storico della Comunicazione.

Ruggero Maggi "PROGETTO OMBRA" (Arte postale ARCHIVIO AMAZON) 06 05 ...

martes, 21 de octubre de 2025

LEONA K . in "DA J. M. P. (JOHNSON, MORANDI, PADiN) POETICHE PAROLE*-Il ...


LEONA K . In Performance:
"DA J. M. P. (JOHNSON, MORANDI, PADiN) POETICHE PAROLE".
Omaggio A Ray Johnson, Emilio Morandi e Clemente Padin.


Il Graffiacielo / Italia- 19 Ottobre 2025- Maya Lòpez Muro-

OIMA- MURO POETICO PER NON DIMENTICARE MOSTRA INTERNAZIONALE DI MAIL ART- Con il Patrocinio del Comune di San Giovanni Valdarno-Arezzo-Italia

































lunes, 20 de octubre de 2025

ENZO CORRENTI (l'uomo carta) IN-CARTATI #|9102025-Omaggio A Ray Johnson ...



ENZO CORRENTI (l'uomo carta)  
IN-CARTATI #|9102025-
Omaggio a Ray Johnson e a Clemente Padìn



































Ray Johnson nato a Detroit nel 1927 – e morto a New York, 1995 è uno degli artisti nordamericani più sconosciuti e influenti della sua generazione.
Alla fine degli anni Quaranta, Ray Johnson studiò pittura con i grandi pittore dell’epoca.
Dopo questo periodo, si trasferì a New York, dove a metà degli anni Cinquanta abbandonò la pittura alla ricerca di una nuova modalità espressiva, costruendo collage a partire da frammenti dei suoi dipinti astratti. Questi collage sarebbero a loro volta diventati elementi con cui avrebbe costruito opere più complesse, in cui i frammenti sono intervallati da elementi della cultura popolare. Per farlo, utilizza immagini di Elvis Presley, James Dean, Shirley Temple e Marilyn Monroe, tra gli altri, anticipando l'immaginario che Andy Warhol avrebbe utilizzato negli anni Sessanta. Tra i suoi primi collage ci sono i "moticos", pannelli di forme irregolari che avrebbe riutilizzato per tutta la sua carriera e che rappresentavano una critica alla rigidità astratta del rettangolo.
Sempre negli anni '50, parallelamente allo sviluppo dei collage, Ray Johnson iniziò a esplorare le possibilità della Mail Art, costruendo una rete di contatti con cui scambiare idee e opere. Attraverso questa rete, inviò ad amici e colleghi una serie di lettere, un gran numero di oggetti, da cartoline o frammenti dei suoi collage, disegni con istruzioni con la seguente richiesta: ( si prega di aggiungere e restituire... ), ADD AN TENURN PLEASE-
Questo segnò l'inizio di quella che sarebbe poi diventata nota come mail art costruendo una rete di contatti con cui scambiare idee e opere.
Con questo, Ray Johnson creò un proprio sistema alternativo per la diffusione del suo lavoro, che sfidava concetti come l'istituzione museale e si opponeva all'idea borghese di arte come opera finita, proprietà privata e valore commerciale.
Nel 1968, questa rete di scambi postali si consolidò nella New York Correspondence School , che sarebbe diventata il centro di un sistema di comunicazione artistica che avrebbe presto raggiunto le dimensioni di un fenomeno globale.
Il lavoro su carta di Ray Johnson si basa sull'unione di immagini e idee per generare nuovi significati attraverso le giustapposizioni che costruisce e distribuisce. Queste giustapposizioni, in molti casi, e soprattutto nei suoi collage, sono rafforzate dalla creazione di più strati aggiunti nel tempo, motivo per cui la maggior parte dei suoi collage risale a diverse date successive. Aveva anche un vivo interesse per i sistemi semiotici e i codici che creano, quindi il gioco di parole si ritrova spesso nelle sue opere, portandolo a creare nuovi termini. La critica istituzionale e un rapporto ambivalente con il mondo dell'arte sono presenti anche nelle sue opere durante tutta la sua carriera.


Scrive Anna Boschi :"Il 13 gennaio 1995, l'artista americano RAY JOHNSON si tolse la vita, lanciandosi da un vecchio ponte a Sag Harbor,New York. 
La sua morte è ancora un mistero, in quanto questa sua inaspettata, dolorosa e decisiva scelta coinvolse in vari aspetti il numero 13, tanto da far pensare - a chi «studiò" la sua azione suicida - che Ray Johnson avesse avuto l'intenzione di fare la sua "performance finale": 13 Gennaio - RAY JOHNSON ha 67 anni (6+7 = 13) - a Sag Harbor, sceglie la stanza al Baron's Cove Inn, prenotata in precedenza, con il n. 247 (2+4+7 = 13) - poi si dirige al ponte alle ore 13…un vero puzzle. Addirittura artisti e critici d'arte che lo conoscevano bene affermarono: "Bel colpo per la sua carriera'. E il titolo di un articolo apparso su un giornale di New York fu: LA MORTE COME
UN'OPERA D'ARTE!
Quindi TREDICI! Il numero Tredici karmico è legato alla morte, alla trasformazione, alla rinascita e al cambiamento.
Il numero Tredici può significare la nostra rinnovata passione e motivazione. Ma, al contrario, il numero Tredici può indicare la rottura dell'armonia, incarnando il disordine, l'instabilità e l'incertezza…il Tredici karmico simboleggia inoltre il bisogno innato di apprendere la disciplina. Inoltre, il Tredici si erge a simbolo del corretto modo di superare qualsiasi tipo di difficoltà.
Forse proprio questo piaceva a RAY JOHNSON, riconoscendosi e riconoscendo nel network mailartistico - di cui era "padre" - la sua bellissima incoerenza con la quale probabilmente ha voluto "salutare" la sua vita e tutti noi.


















TRIBUTO A CLEMENTE PADIN - IL GRAFFIACIELO Italia-19 Ottobre 2025


-TRIBUTO A CLEMENTE PADIN 
- IL GRAFFIACIELO Italia-19 Ottobre 2025 
MOSTRA INTERNAZIONALE DI MAIL ART OIMA-ORGANIZZAZIONE INTERNAZIONALE DI MAIL ARTISTI-
MURO POETICO PER NON DIMENTICARE-
TRIBUTO A CLEMENTE PADIN
Oggi con questa installazione nel parco "PAN PAZ", ricordiamo la figura di Clemente Padìn, dalla poesia sonora alla militanza artistica, unendo creatività, politica e partecipazione: scomparso il 3 ottobre, pochi giorni fa a Montevideo, l’ 8 Ottobre avrebbe compiuto 86 anni.
Clemente Padín, è il poeta visivo che fece della Mail Art un atto di libertà.
Poeta visivo, performer, grafico, scrittore, un dei principali protagonisti della sperimentazione artistica latinoamericana.
Artista multidisciplinare, Clemente Padín si è mosso tra poesia sonora, videoarte, performance e azione pubblica, sempre con una forte attenzione alle implicazioni sociali e politiche del linguaggio. «La Mail Art non è fatta per l’arte che viene pubblicizzata, è lì per essere consumata e comunicata», scriveva. «Il contenuto politico dell’arte è indissolubilmente legato al contenuto artistico. La Mail Art si mostra come una forma di coscienza sociale».

Figura schiva ma profondamente influente, Padín ha attraversato oltre mezzo secolo di ricerca artistica e politica. Laureato in Letteratura Spagnola all’Università della Repubblica dell’Uruguay, iniziò a sperimentare con la mail art nel 1967, in dialogo con figure come Edgardo Antonio Vigo di Argentina, Guillermo Deisler e Dámaso Ogaz di Chile. Due anni dopo fondò la rivista OVUM, lavorando anche con cartoline e poesie visive che già delineavano una pratica ibrida, fondata sulla comunicazione e sulla circolazione delle idee.
Nel 1974 organizzò alla Galleria U di Montevideo la prima mostra di Mail Art latinoamericana, un evento cruciale che sfidava apertamente la sanguinaria dittatura militare della destra uruguaiana. Con le sue cartoline e i suoi falsi francobolli, Padín denunciava la repressione e le violazioni dei diritti umani. Quell’atto di libertà gli costò due anni di prigione: arrestato nel 1977, fu liberato nel 1979, dopo una mobilitazione internazionale.


Alcuni mesi fa la artista Argentina Stella Maris Velasco insieme a Mikel Untzilla di Euskadi, lanciarono la chiamata di mail art “POESIA PARA ARMAR” dedicata a Clemente Padìn, alla cui ho partecipato. 
il Progetto di TODOSOSUNO è ancora in piedi e più forte che mai perché lo spirito libero di Padìn è in mezzo a noi. Con la mia partecipazione ho inviato un video del mio lavoro e questo testo che trasmette la mia idea:

Poesia da assemblare
Da bambini, siamo costruttori innati. Siamo capaci di assemblare, smontare e comporre intuitivamente, senza ancora saper leggere o scrivere. Riconosciamo spontaneamente, per associazione, somiglianza o opposizione, forme, colori, oggetti di uso quotidiano, e infatti, con abilità e velocità, riusciamo a montare e smontare puzzle e giochi educativi, o un oggetto domestico più complicato, molto più facilmente di quanto non lo siamo oggi. E così impariamo a distinguere e combinare i timbri dell'alfabeto, o il cruciverba, i numeri sui cubi o sui dadi, le strisce per imparare a contare, il conta-palle di legno, la campana, il domino, le figurine di animali... e iniziamo a disegnare e a imparare a leggere e scrivere, a comporre le nostre prime poesie visive, combinando parole e immagini, senza sapere che la parola poesia deriva dal greco e significa "io faccio".Maya Lòpez Muro




































jueves, 9 de octubre de 2025

sPMATSzine 9 Proyecto Zine in Box Tic Tac Patrizia - Germania 2025 -


sPMATS zine

Un progetto di TicTac Patrizia
Germania 2025 

                           Partecipanti 

 sPMATSzine 9

Vittore Baroni, Italy
Maria Castillo, Argentina
DADANAUTIK, Germany
David Dellafiora, Australia
Andrea Familiar, Spain
Diana Hale, USA
Miguel Jimenez, El Taller de Zenon, Spain
Siggi Liersch, Germany
Alexander Limarev, Russia
Serse Luigetti, Italy
Ruggero Maggi, Italy
Michelangelo Mayo, USA
Samuel Montalvetti, Argentina
Emilio Morandi, Italy
Maya Lopez Muro, Italy
Peter Kustermann, Spain
nonlocal variable, USA
Juan Fran Núñez Parreño, Spain
Claudio Romeo, Italy
Jürgen Olbrich, Italy
Stradada, Italy
The Serial Asemicst, Spain
Ptrzia(TICTAC), Germany